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Gerardo di Tonco

Last update 18 January 2018

Gerardo seguendo gli ideali cavallereschi partì per la Terra Santa a combattere per il S. Sepolcro.
Signore del feudo omonimo, fu il primo Superiore dell'Ordine Ospitaliero di S. Giovanni in Gerusalemme, detto di Rodi, divenuto poi Sovrano Ordine Militare di Malta, considerato dagli araldisti il più illustre e nobile fra gli ordini cavallereschi ed ancora oggi esistente.
Sulla sua figura, anche se storicamente documentata nei cartolari medioevali presenti presso l'Archivio di Stato di Torino (Sez. I, Monferrato province, Casale, M.4, Tonco, f.1), si e' stesa nel tempo una 'patina di oblio'. Solo negli ultimi anni alcuni appassionati di storia locale hanno iniziato a raccogliere, riordinare e rendere pubblici i documenti attestanti la partenza per le crociate nel primo secolo del millennio, ad avanzare ipotesi - suffragate da validissime argomentazioni - sulla sua partecipazione quale primo Superiore dell'Ospizio di San Giovanni in Gerusalemme divenuto poi il Sovrano Ordine dei Cavalieri Di Malta.

 

LA SUA STORIA

“L’ordine Ospitaliero e Militare di San Giovanni in Gerusalemme, sovrano di Rodi e di Malta, è il più antico e il più nobili degli ordini cavallereschi; la sua storia otto volte secolare in Oriente e in Occidente per terra e per mare e intessuta d’insigni fasti militari e di benemerenze religiose, sociali, politiche, assistenziali”.
Considerati il prestigio e la grandezza di questo personaggio, è naturale che egli ci venga conteso e che città come Amalfi (un tempo potenza marinara, che ottenne nel 1070 la concessione di terreni in Gerusalemme sui quali vennero edificati ospizi, chiese, ospedali del primitivo Ordine di S. Giovanni) e altre della Provenza (fu in Francia, al concilio di Clermont, che si decide, con un Papa francese, di intervenire in Terra Santa) rivendichino la paternità di Gerardo.
Senza dilungarci in sterili polemiche, ci limitiamo a riportare quanto ebbe a scrivere in proposito lo studioso Aldo di Ricaldone in “Templari e Gerosolimitani di Malta in Piemonte dal XII al XVIII secolo”.
“[…] Tra le varie opere di storie scritte dal Napione meriterebbero una maggiora conoscenza quelle da Lui con semplicità definite “dissertazioni” e pubblicate nelle Memorie dell’Accademia delle Scienze di Torino. Nel 1791 apparve a Roma il ponderoso lavoro del Paoli sull’Ordine Gerosolimitano (lavoro intitolato 'dell’origine ed istituto del Sacro militare Ordine di San Giovanbattista Gerosolimitano detto poi di Rodi oggi di Malta. Dissertazione di Paulo Antonio Paoli della Congregazione della Madre di Dio e Presidente dell’accademia dei signori nobili ecclesiastici',  Roma MCCLXXXXI, di più di 500 pagine in 4° grande, dedicato al Monsignor Romualdo Braschi nipote del Papa Pio VI e cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano).
Il Napione pensò di redigere una recensione che, trasformata nella “Dissertazione intorno all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme”, vide la luce nel 1809 (in 'Mémoires de l’Académie imperiale des sciences, litterature et Beaux-Arts de Turin pour les années 1805-1808', Turin 1809. Da pag. 55 a pag. 221). Il Nostro, che dimostra una buona conoscenza della materia trattata accoppiata ad una perfetta erudizione, nel VII capitolo della sua “Dissertazione“ scrive della patria di “Gerardo, Institutore di S.Giovanni”.
E sulla fede dell’accuratissimo nostro Monsignor Francesco Agostino della Chiesa ('Disegno sopra alcune famiglie nobili del Piemonte', ms, pag. 204, presso la Biblioteca del Re a Torino) identifica già – dopo una accurata disamina delle opinioni di vari storici Italiani e Francesi – il Beato Gerardo con la famiglia dei signori di Tonco “Castello dell’Antico Monferrato…. “
 
Dopo non molti anni apparve alla luce un documento decisivo sull’origine del Beato Gerardo.
Il Conte Galleani Napione compì studi accurati  sul Sovrano Ordine di Malta (antico diploma  del secolo XI trovato nel luogo di Montechiaro, 'Memoria di S.E. il Conte Gianfrancesco Galleani Napione di Cocconato', Torino, in 'Memorie dell’Accademia delle Scienze', 23 giugno 1817) e quindi l’Usseglio  ricorda brevemente in nota che il Conte Napione in una dotta monografia intorno all’origine dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme non solo rivendica agli Amalfitani la fondazione dell’Ospedale, ma sostiene con buoni argomenti che Gerardo dovette essere italiano e precisamente di Tonco presso Asti e mostra la probabilità che anche il secondo ed il terzo Gran Maestro dell’Ordine, Raimondo de Puy o di Podio e Augurio di Balben (Balbo) siano piemontesi.
 
L’Usseglio prosegue:
Chiuderò questa rassegna dei Cavalieri dell’Alta Italia che nella prima metà del secolo XII passarono in Terra Santa scrivendo ancora i nomi dei primi tre Gran Maestri dell’Ordine dell’Ospedale.
Sono: Gerardo, senza dubbio italiano, certo piemontese della famiglia dei Signori di Tonco.
Raimondo de Podio che potrebbe appartenere ad una ben nota famiglia torinese di quel nome ed Ogerio di Balben che potrebbe ascriversi alla illustre prosapia dei Balbi di Chieri.
Non faccio in questo argomento che riprodurre le supposizioni del dotto Conte Napione.
 
Fu proprio il Napione ad occuparsene in una successiva sua “Memoria” letta nell’adunanza del 28 Giugno 1817 alla Accademia delle Scienze di Torino (G.G. Napione di Cocconato. 'Di un antico diploma del sec. XI trovato nel luogo di Montechiaro', nelle 'Memorie dell’Accademia delle Scienze di Torino', vol XXIII pag. 175).
“Si è questa pergamena – precisa il Napione – che contiene il transunto di donazione fatto alla chiesa detta Sancti Nazarii ad Mayranum, pergamena che serviva di copertina ad un libro usuale di “Gramatica Latina” (Tal fatto non deve recar meraviglia perché son ben noti agli archivisti quanti e quali documenti  membranacei anche antichissimi vennero usati per la rilegatura di libri o registri.
È regola nota agli archivisti che se nell’ordinamento di archivi si trovano volumi rilegati con pergamene, occorre staccare la copertina e salvare la membrana)”.
 
In nominae Domini Anno a Nativitatem ejusdem Domini sumpto millesimo trecentesimo nonagesimo nono, indictione septima, die vero secunda novembris. Actum in villa Corseoni, Astensis diecesis. Cum ordinatum mihi fuerit a magnifico domino Johanne Pelletta, ut traherem, atque in pubblica formam redigerem quasdam donationes factas ecclesie Sancti Nazarii ad Mayranum, auctoritate mihi opportuna tradita, ut inferius latius constabit, presentia testium infrascriptorum J. Copacii et Bertolini Dalochi, trascripsi hoc exemplar sive transumptum, cujus tenor talis est.
In nomine Sancte et individue Trinitas amen. Cum Gerardus de Gerardis de Tunco, ex condominis Castri Leonis, alias de Celebris, cupiat atque velit ad majorem Dei gloriam decendere ad Loca Sancta, nolens hanc peregrinationem suscipere, quid de suo proprio contribuat aliquod in gazophilagium Domini pro eundo, atque redundo itinere felici :,offert, dat alique tradit in perpetuum Ecclesie Sancti Nazarii ad Meyranum, mansum unum, quod dicitur Orcherium, cum peciis omnibus arativis et prativis, vineatis atque  nemorativis, sitis partim prope castrum Albereti, partim prope ad Montem servatum atque Nucetum sub Tunco ;  hoc faciens in redemptionem sui et famille et presertim si forte contigerit non posse redire domun ob multa pericula terre et maris possit a presenti terrena remeare ad Hyerusalem celestem; contra quam donationem si quis contrafecerit incurrat iram Dei et Sancti Petri Apostoli maledicionem, donec se receperit in bonam viam salutis. Actum est hoc in castro Pysanciane, astensis diecesis sub porticu et cetera, die secunda novembris anno millesimo septuagesimo quarto, presentibus testibus Jacobino de Podio, condomino ca… Pelletta  condomino Pleye.
Et Ego Ferrandinus De Dugliis de loco Maresci ad Clusanum, notarius… hanc certam rogatus sic tradidi atque scripsi.
Sequitur donatio alia per Balbo… da Kaira – Cetera sunt recisa. Extractum ab originali transumpto mihi exhibito a clarissimo domino Praefecto Regiis Scholis opidi Montisclari. Taurini 4 novembris 1814. Petrus Cattaneus J.U.D. Regiae Rationalium Curiae Archivi Custos, Regiae Aulae Archivio addictus, Regiae Scientiarum Academiae Prosocius, vetustorumque caracterem callens.
 
Stabilita l’autenticità dell’instrumento, risulta da questo atto che il 2 novembre 1074  Gerardo di Tonco offre alla chiesa di S. Nazario di Meirano un manso di terra vineato, prativo, arativo, con boschi sito tra la chiesa di S. Nazario e il borgo di Tonco a pochi chilometri dalla chiesa stessa, essendo egli in procinto di partire per un pellegrinaggio in Terra Santa.
 
Conosciamo benissimo quali trasformazioni assumessero i cognomi dei partecipanti alle crociate nella mente e nella penna dei cronisti del tempo; d’altro lato la lingua stessa che si parlava, la così detta lingua “Franca” appunto perché i francesi erano la maggioranza, determinava contrazioni e trasformazioni di cognomi in ogni senso.
 
Indipendentemente quindi dal documento di cui sopra noi troviamo un Gerard du Tunc che fonda a Gerusalemme un ospizio per i pellegrini. Cognome che, trascritto nella forma italiana, diventa Gerardo di Tonco.
 
Troviamo un Gerardo di Tonco che nel 1074 è sul punto di partire per l’oltremare in Monferrato dove esegue donazioni di terreni ad una chiesa. Ivi abbiamo famiglia feudale: i di Tonco, discesa dal ramo Manfredingo di Brosolo, i cui personaggi compaiono numerosi nei cartolari abbaziali e che si estingue nel 1395.
 
Attualmente tutte le prove dimostrano che Gerardo di Tonco, fondatore dell’ordine di S. Giovanni di Gerusalemme poi Sovrano Militare Ordine di Malta, è di famiglia Monferrina uscito dai signori di Tonco, i quali signori feudali compaiono in numerose carte della regione. Tanto più che la partenza di Gerardo di Tonco per l’Oriente rientra nel quadro della partecipazione di tante famiglie feudali Monferrine alle Crociate e agli avvenimenti d’Oriente (Aldo di Ricaldone 'Note di storia' rivista edita dalla Camera di Commercio di Asti).
 
Lo storico Aldo di Ricaldone completa la sua nota formulando un augurio al quale ci associamo: “che in una prossima edizione della Storia dell’Ordine di Malta si provveda a inserire una opportuna aggiunta o appendice dimostrante che Gerardo di Tonco non è né Provenzale né Amalfitano, ma Piemontese, dei signori di Tonco Monferrato”.